Quello che non c'è

La presentazione!!!!

Un' altra perla dei nostri politici...

Guardate chi parla di crisi economica...e poi si tagliano i fondi alle università

Lo dice anche il grande Rino...

Reagire

giovedì 25 giugno 2009

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Perchè la politica è schifosa e fa male alla pelle...

lunedì 1 giugno 2009

Rivolta generazionale




Azione giovani lancia il manifesto di “Rivolta generazionale per il diritto al futuro”: un appello trasversale aperto a tutte le organizzazioni giovanili di partito e non, per rivendicare il diritto al domani. Scuola, università, casa, famiglia, lavoro, accesso al credito: sono diritti inalienabili per le giovani generazioni, che al di là delle rispettive appartenenze, vivono le medesime difficoltà di inserimento in una società che invecchia e che si auto tutela.Sarà la ribellione l’input che lanceremo un’intera generazione di ragazzi, pronta a rispondere a chi la vorrebbe relegare allo status di ‘bulli e pupe’ e contro questo governo che getta solo luci ed ombre sul domani. Esiste un popolo di giovani che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l’acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l’intenzione di riprendersi il loro futuro.

"Basta cazzate"

domenica 31 maggio 2009

La mia carta d'identità digitale


1998:I miei genitori mi regalano la play station, e inizia il mio rapporto d'amore con pes 1998,gioco di calcio, con cui sviluppo la competitività a volte non sana e sportiva con il mio fratellino di soli 6 anni.


2001:Sulla scia degli anni passati a giocare alla play comprò crash bandicot e spyro the dragon,e inizia l'avventura per completare questi fantastici giochi.


2003:Ricevo il mio lettore mp3 e mi avvicino alla musica...scopertà che mi cambia la vita.


2005:Finalmente il primo computer con relativa connessione ad internet e scoperta del web,direi in età molto avanzata rispetto alla media.


2007:Inizio ad usare emule, scarico dal web e piano piano tento di stare al passo con i tempi nonostante la mia lentezza nell apprendere il tutto.


2009:Ancora una volta in ritardo creo il mio primo blog, per il corso di ambienti digitali,e si spera,faccio un discreto lavoro e mi stupisco di me stesso.

sabato 30 maggio 2009

Uno dei tanti appelli alla politica...(questa volta tocca a napoli)

Con la fine dell’anno l’Eurostat, ovvero l’ufficio centrale di statistica europeo, certifica la situazione del continente rivelando ancora molti problemi per le nostre zone.Ai vertici della speciale classifica sulla disoccupazione giovanile in Europa, redatta da questo prestigioso istituto, primeggia, tra la Sicilia e la Calabria, ancora la regione Campania con il 35, 5 % dei senza lavoro sotto i 24 anni.Da questo sconfortante dato statistico emerge, secondo la segreteria provinciale della Ugl di Napoli, guidata da Francesco Falco, la più grande piaga sociale del territorio dal quale derivano tutti quei malesseri che alimentano delinquenza, criminalità e violenza minorile.Rispetto a questo triste primato della disoccupazione giovanile più alta d’Europa, la Ugl di Napoli, chiede adesso il massimo impegno da parte delle istituzioni locali e centrali per arginare il fenomeno con tutte le iniziative possibili prima che possa ulteriormente degenerare a danno della collettività.“Non è possibile pensare al riscatto della città senza il fattivo coinvolgimento dei giovani – dichiara il segretario della Ugl di Napoli, Francesco Falco – per questo motivo chiederemo, a tutti gli interlocutori politici e istituzionali, di mettere al primo posto dell’agenda 2008 il problema della disoccupazione giovanile napoletana con un grande progetto per il lavoro Under 21.”

Reagire

Bisogna reagire,non si puo tenere la bocca chiusa, far finta che tutto vada bene... No, no, dobbiamo protestare. Se non creiamo disagio non andiamo sui giornali, non ci sente nessuno e tutto diventa inutile. Vogliono distruggere l'università e voi qui a fare i raffinati. Dobbiamo fare video, presentazioni, creare immagini e rendere visibile ai più che con questi provvedimenti l'Italia non va da nessuna parte.Allora dobbiamo cambiare linguaggio, reinventarci la politica. In parte lo stiamo già facendo, ma dobbiamo farlo con coscenza. Allora ok, i cortei facciamoli pure contro Tremonti e la Gelmini. Però poi a questa gente dei collettivi, che quando ci parli fuori in privato ti da ragione sulla necessità di parlare a tutti e diventare maggioranza, diciamogli di venire con noi a fare opposizione tutti i giorni. Ai migliori di loro, certo, non a quelli che si avvicinano solo quando c'è da fare casino per il gusto di farlo.Quindi ai cortei e alle urla affianchiamo azioni più pervasive, simboliche, che colpiscono.Guardate che il nostro compito è veramente difficile,Però dobbiamo farci capire, altrimenti siamo spacciati e il mondo come lo vogliamo non lo avremo. Però le possibilità ci sono. E forse su questo c'è un segnale di ottimismo. Perchè se percaso riuscissimo a trovare nuovi linguaggi proponendo una politica più seria ed elaborata tutto sarebbe possibile.Vi lascio con tante chiacchiere confuse ma spero con la riflessione che siamo di fronte ad un momento importante e che altrettanto importante è capire da dove veniamo e dove andiamo, guardare lontano, capire cosa ci sta attorno, metterci in discussione e ripartire veloci.

venerdì 29 maggio 2009



Il lavoro e i giovani senza speranze
Le voci sono sempre più numerose, i mormorii cominciano a diventare grida. Sono i giovani che devono entrare a pieno diritto nel mondo del lavoro, diplomati e laureati, e che ancora a 30 anni e passa non ci sono riusciti. Oppure fanno lavori precari a tempo determinato, tre mesi, sei mesi e ciao. Per non parlare degli stagisti che con la scusa che devono imparare, lavorano e non vengono retribuiti, semmai un'elemosina. Spesso anche chi lavora da alcuni anni presso un'azienda non ha prospettive né di carriera né di aumento di stipendio. Come si fa a pensare di vivere in una propria casa, di sposarsi, di metter su famiglia? Mi ha colpito ciò che scrive su un giornale un laureato di 32 anni che ha finalmente trovato lavoro e quasi si sente a disagio , unico fra tutti i suoi amici. Scrive: " C'è un malumore diffuso tra le persone della nostra età, un primo segnale di consapevolezza comune, politica e sociale. In alto sottovalutano la situazione, pensano che l'unica cosa che sappiamo fare sia consumare ed essere frustrati. Io dico che non sarà sempre così, cresce fra noi una voglia di riscatto, vestire non di marca ed essere belli ugualmente, abolire le macchine e spostarci senza problemi, abbandonare le discoteche e trovare un modo ancora migliore di divertirci e stare insieme, abbandonare la tv per rivedere solo vecchi film o andare a teatro, comprare sempre meno dischi per scambiarceli in rete, viaggiare fai da te e vivere avventure ancora più emozionanti, sbattere in faccia a questi nostri squallidi imprenditori i loro contratti flessibili che servono solo a scaricare i rischi d'impresa sui lavoratori."

Quelli che la pensano come noi...

L’introduzione del lavoro atipico e del principio della flessibilità nel mondo del lavoro italiano è stata un’importante riforma, che non solo risponde alla crisi occupazionale in atto nel nostro Paese dal 1992, ma che soprattutto tende a creare un contesto normativo più adeguato alle continue modifiche del panorama economico, finanziario e produttivo nazionale ed internazionale. Ma una nuova legislazione sul lavoro non è in grado da sola di modificare questo stato dei fatti. E’, bensì, un presupposto ed uno strumento. Un impiego a tempo determinato in Italia non rappresenta un’opportunità, poichè allo scadere del contratto, la ricerca di un nuovo posto di lavoro sarà lunga e motivo di grande frustrazione.Il lavoro atipico non consente l’ingresso nella vita adulta, dal momento che non assicura entrate e garanzie sufficienti per stipulare un contratto di affitto o di acquisto di una casa, per cui i giovani italiani restano a casa più a lungo e le donne italiane hanno il più basso tasso di natalità nel mondo: penalizzando l’istituzione della famiglia . L’Italia, con un tasso di occupazione che nel 2005 è pari al 57,5% , sconta un ritardo pesante rispetto alla media europea pari al 63.5% . La causa principale del gap italiano è ascrivibile al Mezzogiorno, che dista dagli attuali livelli medi UE di diciotto punti punti percentuali circa con il 45,7%.Ciò testimonia l’inefficacia delle azioni preventive e il rischio di esclusione sociale da parte di coloro che perdono il posto di lavoro. “L’articolo 1 della Costituzione italiana dichiara: “ L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro ”. La costituzione italiana è l’unica, nel panorama non solo europeo, a contenere una formulazione così netta ed esplicita riferita al lavoro e a collocarla nel primo articolo, nel proprio incipit. E con esso si saldano l’art. 3 ( “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ” ) e l’art. 4 ( “ La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto ” ) sul diritto al lavoro e la promozione delle condizioni che lo rendono effettivo. Quello che si realizza in questi tre articoli e in generale in tutti i primi dodici base del nostro ordinamento e del sistema democratico, è sicuramente il punto più avanzato del pensiero costituzionale occidentale dal punto di vista della dignità del lavoro e da quello dei diritti sociali. I diritti sociali e del lavoro umano hanno , quindi , radici forti e profonde nei principi fondamentali e vengono collocati in correlazione forte e dinamica coi diritti civili e coi diritti politici” 3. Dunque ben venga la possibilità di lavorare anche in modo diverso....purchè di lavoro si tratti! In Italia, il nostro mercato del lavoro non è vivace, non è fatto di un vorticoso susseguirsi di assunzioni e licenziamenti : chi non accetta i licenziamenti protesta ed è definito anti-moderno, ma questo atteggiamento è condivisibile perchè nell’uscita “ momentanea ” dal mercato del lavoro il lavoratore vive il preoccupante dramma della disoccupazione e non intravede garanzie o forme minime di assistenza o di sostegno. Nel rapporto tra mercato del lavoro, flessibilità e diritti è assente l’introduzione di ammortizzatori sociali universali e di necessari trasferimenti di quote del welfare ai servizi per l’impiego. Per tutte queste azioni è indispensabile un progetto economico-politico sostenibile che sia il frutto di una concertazione tra le parti, la quale deve diventare un caposaldo del modus operandi nelle scelte governative. In questo progetto si dovranno eliminare alcune forme di lavoro atipico che creano precarietà : infatti, nel suo programma Prodi propone la cancellazione del contratto di lavoro" job on call "; del contratto di inserimento e dello staff leasing e punta a far sì che la “ forma normale ” di occupazione sia quella che passa attraverso il contratto di lavoro a tempo indetrminato, inoltre anche l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori rientra negli obiettivi dell’unione, attualmente, per esempio, solo il 18% dei disoccupati riceve un sussidio contro il 70-80% degli altri paesi europei. Si auspica, insomma, una nuova legge sula lavoro, che parta dalla c.d. “ Legge Biagi ”, e che non segua la via della “ terzomondializzazione ”, cioè che non accresca la precarietà e quindi la riduzione delle tutele legislative ed assistenziali. Un lavoro che non consente la costruzione autonoma della propria vita, intrecciandosi con la vita stessa e con la strutturale proiezione umana verso il futuro, diventa esclusivamente distruttivo per la persona che, in questo modo, non riuscirà ad affermara la propria dignità attraverso un buon lavoro! Credo che sia questa la nuova sfida da vincere.
Tratto da una tesi di laurea

Bisognerebbe farlo seriamente........

Il mio paese...(photo by mauro zangara)

Il mio paese...(photo by mauro zangara)